Cambiamento 4 RENDERE FLESSIBILE LA MENTE

Dopo il terzo cambiamento “Camminare” facile facile (per me), passiamo al quarto cambiamento proposto da Leo Babauta in 52 changes. Questo proposito PER ME è mooolto difficile perchè insegna a trasformare in positivo i contrattempi o gli atteggiamenti che solitamente vediamo come negativi e, per questo, ci fanno molto incavolare. Ebbene si, io mi incavolo molto (troppo?) spesso… dovrei prendermela un po’ meno… abbozzare di più… invece per principio… ma quale principio? OK basta elucubrazioni, ecco il cambiamento.

Cosa e come fare? Fai un po’ di pratica per diventare più flessibile mentalmente.

Perché farlo? Quando le cose non vanno come ci immaginavamo, diventiamo tristi, frustrati, irritati, incavolati. Essere flessibili vuol dire aprirsi ai cambiamenti, affrontandoli con curiosità. Gli episodi inaspettati possono trasformarsi in opportunità per cambiare le nostre abitudini e diventare quello che realmente desideriamo.

Come farlo?

  • Cerchiamo di capire cosa ci irrita o ci fa incavolare, segnando il momento della giornata in cui proviamo emozioni negative e identificando le relative cause.
  • Quando si manifestano, lasciamo scorrere le emozioni negative che emergono e sospendiamo l’azione, respirando profondamente.
  • Visualizziamo mentalmente quello che avremmo desiderato accadesse, accettando i cambiamenti sopraggiunti. Respiriamo, apriamo la mente e accettiamo le cose così come sono andate.
  • Ripetiamo almeno una volta al giorno per tutta la settimana

Questo esercizio non è facile, perché le nostre sovrastrutture mentali ed emotive si sono cristallizzate negli anni. Provando una volta al giorno per una settimana (e quando necessario durante l’anno) diventeremo consapevoli e capiremo che diventare flessibili esaudirà i nostri desideri che cambieranno a seconda delle circostanze.

Qualche altro consiglio lo trovi qui su Riza Psicosomatica partendo dall’assunto che non siamo “portatori della verità” e che dobbiamo mettere da parte l’orgoglio e indicando altri tre cose da fare: interrogarsi solo quando serve, abbandonare le versioni di comodo ed evitare lamenti e mea culpa.

Buon lavoro (a me 🙂