La Malaga tradizionale tra Picasso e spiaggia

Il weekend è dedicato a scoprire la Malaga più tradizionale alla scoperta delle origini di Pablo Picasso e del Castello di Gibralfaro, con splendida vista della città sino all’Ex-Manifattura Tabacchi, oggi complesso museale col Museo Russo e dell’Automobile. Come gli autoctoni, la domenica passiamo dalla Cattedrale prima della passeggiata con pranzo a base di pesce fresco e birra ghiacciata in spiaggia. Arrivederci Malaga!

La Malaga di Pablo Picasso nella Casa Museo

E’ sabato, ci svegliamo, facciamo colazione in casa e Franci termina i compiti assegnati per lunedì prima di uscire. Ci incamminiamo a piedi per il centro storico e arriviamo a plaza de la Merced, sede della casa museo di Picasso, probabilmente il cittadino più illustre di Malaga. Il Museo Casa Natal è un edificio del XIX secolo in cui nacque e visse l’artista fino al 1884, e nel quale si espongono opere originali di Pablo Picasso provenienti dalla sua collezione permanente e da cessioni temporanee, spiegate in dettaglio dall’audioguida che ci viene consegnata col biglietto d’ingresso. Ceramiche, dipinti, libri illustrati e oggetti personali del pittore e della sua famiglia di estrazione benestante in cui Pablo è stato stimolato dal padre Jose Ruiz, insegnante di pittura, a trasformarsi nell’artista geniale che è diventato. Sono stati conservati lo studio e i salottini con mobili d’epoca, l’abitino del battesimo e foto e cartoline d’epoca, documenti e certificati di Pablo e tante informazioni sulla vita del tempo a Malaga e sulle abitudini della famiglia Picasso. Non mancano esempi di copertine di libri, fotografie durante le corride o il flamenco, ceramiche decorate e un mantello appartenuti a Pablo Picasso, fortemente legato alla Spagna e alle sue tradizioni.

Mercato del Merced e merenda al Cafè con Libros

Ci raggiunge Paola e facciamo un salto al Mercato del Merced, una moderna ristrutturazione di un mercato alimentare tradizionale, che non ci colpisce particolarmente (e la maggior parte delle bancarelle sono chiuse). Ci fermiamo per una sosta col pitufo (panino con polpa di pomodoro, toast, spremuta d’arancia, caffè) nel delizioso Café con Libros in piazza, con un bancone realizzato da una libreria colma di libri e un’atmosfera tra l’intellettuale e il bohemmien (come al solito servizio con mooolta calma e prezzi super-modici: 3 euro la colazione con caffè, spremuta d’arancia e pitufo).

La vista di Malaga dal Castello di Gibralfaro

Rifocillati iniziamo la nostra salita al Mirador del Castello di Gibralfaro da cui si gode la vista di tutta la città di Malaga (e non solo). Notiamo  Abderramán III trasformò in fortezza le rovine esistenti sulla cima del monte, tra cui un faro fenicio, motivo per cui gli arabi lo chiamavano “Yabal Faruh” (monte del faro). Più tardi, nel 1340, il re nazareno Yusuf I ampliò il recinto, trasformandolo in castello. All’interno del centro d’interpretazione che si trova nell’antica polveriera del castello, si esibisce una mostra che ripassa elementi della vita quotidiana militare nella fortezza nel corso della storia. Ma, soprattutto, ci godiamo alcuni dei panorami più spettacolari della città e della baia di Malaga, da cui individueremo tutti i posti che abbiamo visitato e che visiteremo e la Malagueta, la Plaza del Toros per le corride, tanto amate da Picasso.

Un pranzo veloce da 100 Montaditos (ma in quanti modi si chiamano i panini o sandwich a Malaga? Pitufo, bocadillo, montadito…), ormai un colosso del franchising presente in tutto il mondo, Firenze compresa e lasciamo Paola a casa mentre noi ci dirigiamo a piedi verso l’ex-manifattura tabacchi adesso sede di un modernissimo polo museale col Museo Russo e il Museo dell’Automobile. Per arrivarci attraversiamo un quartiere piuttosto defilato e popolare di Malaga e, devo ammettere, la paragono con Taranto.

Il Museo Russo di Malaga nell’Ex-Manifattura Tabacchi

Decisamente bello il recupero dell’ex-Manifattura Tabacchi, ossia la Real Fábrica de Tabacos risalente al 1923, oggi uno degli edifici più emblematici di Malaga che mostra come sarebbe possibile il recupero dell’ex-area industriale dell’Ilva (visto il paragone precedente). La struttura è bianca, squadrata con caffetteria e shop e tanti ampi spazi che spiegano i dettaglio la storia della Russia riportandola in un contesto inusuale. Si tratta, infatti, della Collezione del Museo di San Pietroburgo trasposta a Malaga con tante mostre che ruotano ogni anno o ogni stagione. Dalle Quattro Stagioni a esposizioni sulla dinastia dei Romanoff, dalle monografiche su Chagall, Kandinsky, ecc. ai poster dell’epoca comunista sino all’area di artisti russi contemporanei. Uno spaccato nella Russia di un tempo e di quella attuale, attraversando tante epoche storiche, ognuna con la propria impronta sugli artisti russi del tempo. Enormi paesaggi invernali e onirici ritratti colorati, interni di case d’epoca e moderne video-installazioni, affissioni pubblicitarie in stile e ispirazioni bucoliche. Un museo che vale senza dubbio la pena di visitare!

Mia nipote consiglia la visita anche dell’attiguo Museo dell’Automobile che noi abbiamo saltato. Torniamo in albergo acquistando un giochino dei Pokemon a Franci, sempre immersi nei murales del quartiere Soho di Malaga e ci riposiamo un po’ prima di cena. Abbiamo deciso di seguire i consigli del nostro host e di un’amica di Paola, che ha prenotato nel primo pomeriggio da Matahamabre nel centro di Malaga. Il primo approccio è già sgradevole: il locale è pieno e non risulta la prenotazione di Paola (che l’ha fatta davanti a noi telefonicamente). Ci sistemano in un tavolino esposto al freddo e al vento non appena qualche avventore entra e si dimentica di chiudere la porta per cui ci alziamo almeno 30 volte per chiuderla noi. Chiediamo se c’è qualcosa di ordinabile per Franci (escludendo pesce crudo e polpette con besciamella che non gli piacciono) e ci rispondono che non si possono fare variazioni al menu. Rapporto qualità/prezzo e soprattutto livello di educazione e servizio al cliente sono davvero da dimenticare. Questo locale dev’essere cancellato dalla vostra guida di Malaga (pare invece molto in voga tra gli autoctoni… che forse sono abituati ad essere trattati male nei ristoranti!?)

Visita alla Cattedrale di Malaga

Domenica mattina, nostro ultimo giorno a Malaga, ci svegliamo presto e non abbiamo nè compiti nè check-out da fare. Facciamo colazione in casa e poi usciamo per assaggiare, finalmente, i churros nel locale storico che ci ha consigliato Paoletta: Casa Aranda. I churros sono dei bastoncini fritti che si intingono nella cioccolata e in questo posto, stracolmo anche di domenica mattina presto, da avventori locali che stanno andando o uscendo dalla Messa, sono preparati a vista dalla strada.  In attesa che Paoletta si svegli, giriamo un po’ per il centro carichi di valigie ed entriamo nello shop del Museo Carmen-Thyssen con il suo merchandising educativo e originale. Saliamo a casa di Paola, centralissima, a lasciare i nostri bagagli e andiamo a prendere il bus per dirigerci verso la spiaggia di Malaga ma, passando dalla Cattedrale, decidiamo di entrarvi e non sbagliamo. La Cattedrale durante la Messa si presenta nella sua maestosità e solennità: colonne alte, vetrate colorate, statue lignee, altari barocchi. La facciata incompiuta è anch’essa imponente e domina, con la sua altezza (l’unica torre completata è di 84m) tutta la città. Ha un’aria che mi piace!

Sulla spiaggia di Malaga per pranzo

Prendiamo il bus e scendiamo vicino al mare dove, passeggiando osserviamo tutti i ristoranti per decidere insieme dove sederci a mangiare. La giornata è soleggiata ma ventosa e piena di locali e turisti che se la godono facendo kite surf, portando a passeggio i cani o giocando con i bambini nei parchetti come facciamo noi. Scegliamo il ristorante El Merlo La Revuelo per pranzare a base di pesce fresco e non ce ne pentiamo! Ordiniamo alici fritte e uno spiedino di sarde per me e Paola, una fresca insalatina di polpo e peperoni e pomodori per Fabio, una buona paella ai frutti di mare divisa tra tutti con delle birre ghiacciate locali per tutti. Unica eccezione: nugget di pollo e patatine per Franci. Continuiamo la passeggiata fermandoci in una delle palestre a cielo aperto in cui è frequente imbattersi a Malaga con gente di tutte le età che si allena ai vari attrezzi. Riprendiamo il bus per tornare verso il centro decisi a fare shopping ma… i negozi sono tutti chiusi! Del resto la domenica nella religiosissima Spagna è sacra! Torniamo a casa di Paoletta per riposarci e chiacchierare un po’ per poi dirigerci verso la metro con i nostri bagagli e un valigione extra di Paola che ci accompagna alla stazione. Un po’ di shopping all’aeroporto ci vuole per recuperare il tempo perso a Malaga e via verso Bologna dove recuperiamo i nostri bagagli e torniamo a Firenze, stanchi fisicamente ma rilassati mentalmente. Arrivederci Andalusia!

Informazioni pratiche:

  • Museo Casa Natal de Picasso in plaza de la Merced 15 nel centro storico di Malaga.
  • Cafè con Libros in Plaza de la Merced, 19 a Málaga. Prezzi contenutissimi, come al solito (pitufo, cafè e spremuta a 4€)
  • Castello di Gibralfaro con Mirador una passeggiata che consente di scoprire la storia e di godere un panorama unico su tutta la città di Malaga
  • 100 Montaditos è un franchising presente in tutto il mondo: veloce e con ampia scelta di panini accompagnati da patatine
  • Il Museo Russo di San Petersburgo a Malaga è in Avenida Sor Teresa Prat, 15 nell’Edificio de Tabacalera. Il biglietto costa 6€ per adulti ed è gratuito sotto i 18 anni.
  • Ristorante Matahambre in calle Caldereria 7 a Malaga dove regna la scortesia. Cancellatelo!
  • Ristorante El Merlo La Revuela in Paseo Marítimo El Pedregal, 87 sul litorale di Malaga.